Cerchi nell’asfalto

Vi affacciate alla finestra, una mattina, come ogni giorno, e all’improvviso eccolo là. La sera prima avete abbassato la serranda, avete chiuso le tapparelle (questa cosa delle serrande e tapparelle in Italia è più fondante di destra e sinistra), e lì c’era una strada, un incrocio magari. Ora non più. Ora c’è un cerchio nell’asfalto.

Sbucano fuori così, dal nulla, senza alcun preavviso, di notte. Ve ne sono d’infinite forme e dimensioni. Alcuni così semplici e minimali da far pensare a qualcosa di provvisorio: transenne, oppure quei blocchi di plastica quasi sempre bianchi e rossi, che ricordano la Formula 1, a formare poligoni, più che cerchi veri e propri. Altri elaboratissimi, con in mezzo aiuole fiorite, pubblicità, sculture e monumenti.

Quando ci si trova al cospetto di questi fenomeni inspiegabili, di queste rotatorie, non possiamo far altro che puntare lo sguardo al cielo, nella speranza che lì fuori, da qualche parte, ci sia vita intelligente. Perché qui da noi, per ora, non se ne parla proprio.

Rotatorie

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