Achille e l’autovelox

Un mobile più lento non può essere raggiunto da uno più rapido;
giacché quello che segue deve arrivare al punto che occupava
quello che è seguìto e dove questo non è più (quando il secondo arriva);
in tal modo il primo conserva sempre un vantaggio sul secondo.
(Wikipedia che cita il Dizionario di scienze filosofiche della Hoepli
che cita Aristotele che cita vagamente Zenone. Per dire)

A 2500 anni dal paradosso di Achille e la tartaruga, con tutto il rispetto per il filosofo di Elea, si sente proprio il bisogno di una versione più adatta ai nostri tempi, ai nostri ritmi, alle nostre problematiche quotidiane.

Ecco allora che lo Stato, sempre alla ricerca della felicità dei propri cittadini, percepito questo desiderio, si mette in moto per esaudirlo, e decide che le infrazioni al codice della strada, se non particolarmente gravi, possono essere pagate con uno sconto del 30%: basta farlo entro 5 giorni.

Perciò, l’automobilista multato per eccesso di velocità, spronato dalla possibilità di pagare meno, correrà a saldare il suo debito con lo Stato, e correndo incapperà in un altro eccesso di velocità, ed essendo doppiamente spronato a correre verso il primo e l’ulteriore pagamento, per ottenere il 30% di sconto, si troverà di nuovo multato per eccesso di velocità, e via così, di nuovo e di nuovo, senza poter mai più uscire dalla logica del paradosso, né da quella del codice della strada.

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